Dopo tanti anni, approfittando delle vacanze natalizie, torno a Fuerteventura.
Sono passati quasi dieci anni dall’ultima volta e mi porto dietro un ricordo preciso: fotograficamente (e soprattutto videograficamente) non ero riuscito a raccogliere granché. Ero rientrato con un po’ di amaro in bocca: poco materiale, e i video quasi inutilizzabili, complice la luce non ideale, il vento, il tempo… o almeno così mi ero raccontato.
In questi giorni, però, mentre riguardo paesaggi e riflessi più che “panorami”, mi viene un dubbio diverso: forse non era solo questione di condizioni. Forse era lo sguardo. Perché un luogo può restare lo stesso… ma la visione cambia. E cambiano anche le mani, il ritmo, la pazienza di aspettare, la capacità di accorgersi di quel dettaglio che dura un secondo.
Questa volta mi sono lasciato guidare dalle luci e dalle forme: immagini spesso astratte, linee di dune, tagli di ombra, superfici che sembrano quasi dipinte. E poi le riprese con il drone, con il quale, ricordo, non riuscii ad ottenere grandi cose. Oggi invece ha come un respiro più alto, riesco a dare un contesto a quella poesia minimale: l’isola vista dal volo di un gabbiano, essenziale e immensa, che ti rimette al tuo posto con gentilezza.









andrea lazzarini
complimenti Claudio,
davvero suggestiva questa visione !
Un caro saluto,
Andrea
claudiociseria
Grazie come sempre Andrea per partecipare al mio blog!