Cavaliere d’Italia
Disteso nel capanno da qualche ora, ascolto il silenzio di una sera immobile. La luce del sole scivola lentamente oltre l’orizzonte, mentre l’acqua ferma riflette il canneto e diffonde toni morbidi, quasi irreali. È una di quelle situazioni che sembrano perfette, ma vuote di presenza.
Intorno non si muove nulla. Solo attesa. E con l’attesa, quel dubbio che ogni volta ritorna: restare ancora o arrendersi e tornare a casa. Ho sempre remore ad abbandonare un appostamento, perché qualcosa dentro continua a sperare fino all’ultimo.
Resto. Ancora qualche minuto. La lente permette di osare distanza e pazienza ed in Natura basta un istante per cambiare tutto.
Quando ormai le speranze stanno svanendo, sento il richiamo inconfondibile dei cavalieri d’Italia. Ne arrivano due, leggeri, eleganti, come se il silenzio li avesse custoditi fino a quel momento.
Il soggetto non è tra i più rari, ma questa immagine per me vale molto di più. È dedicata a lui, certo, ma anche alla mia pazienza. A quella scelta ostinata di restare quando sembra non stia accadendo nulla.
