Istinto primario

20/06/2025
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20/06/2025 claudiociseria

C’è un piccolo bosco non lontano da casa, che ho notato semplicemente andando a farci una passeggiata.

Non c’è una targa ad indicarne il nome, non è un luogo famoso ed iconico, le cui immagini sono riconosciute ed ambite. Ed è forse proprio per questo che mi ha attirato così tanto. Camminandoci dentro, ho la fortissima impressione di essere altrove. In un luogo remoto, primitivo, sospeso nel tempo.

E’ un ambiente denso, vivo, che respira. Verde ovunque, fronde che filtrano appena la luce, rami contorti come artigli antichi. Una volta che ti sei immerso riesci a dimenticare completamente dove ti trovi.

Mi tornano in mente le foreste di laurisilva a Tenerife, le cuevas umide di Madeira, le foreste misteriose dell’Europa centrale. Foreste che sembrano trattenere segreti, che raccontano storie più antiche dell’uomo.
Eppure sono a pochi minuti da casa, in un frammento di natura selvaggia sopravvissuta alla devastante antropizzazione delle nostre aree.

Ho camminato a lungo, senza meta. Mi sono perso ad esplorare, a cercare scorci. Solo lo zaino e lo sguardo curioso di chi cerca tracce, forme, inquadrature. Ogni tanto mi fermo ed ascolto. A volte niente. A volte un fruscio, un verso lontano.
Il tempo sembra dilatarsi, come se il bosco stesso mi volesse trattenere.

Nel video e nelle foto che condivido qui sotto ho cercato di restituire proprio questa sensazione: non tanto un luogo, ma uno stato mentale.

Quel raro istante in cui la modernità arretra e ci si sente, anche solo per poco, parte di qualcosa di antico.

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