Ogni stagione in Natura ha le sue particolarità e caratteristiche che la rendono unica.
Ogni anno attendo con impazienza il momento in cui i boschi si colorano, le prime piogge ammorbidiscono i sentieri, i funghi spuntano nel sottobosco e le nebbie cominciano ad avvolgere tutto, mentre a casa torna il tepore del camino.
C’è in questa stagione un equilibrio perfetto tra malinconia e bellezza, tra silenzio e vita che si rinnova.
È stato, fino ad ora, un anno particolare.
Diverso.
Segnato da una mancanza profonda, che non ha il sapore della tristezza ma quello dei ricordi. Ricordi pieni, vivi, che sanno di malinconia.
Camminare da solo nei boschi, con la luce che filtra tra gli alberi e le foglie che cadono lente, mi aiuta a lasciare andare i pensieri.
È come se la Natura sapesse curare, senza dire nulla: ti accoglie, ti avvolge, e pian piano fa svanire ciò che pesa. Il silenzio è interrotto solo dal fruscio delle foglie, dal vento che piega i rami, o dal passo attento di qualche animale che preferisce non farsi vedere.
Quest’anno sono voluto tornare nei miei luoghi d’autunno, quelli che conosco da sempre e che ogni volta riescono a sorprendermi: il Lago Baccio con i grandi faggi che si stagliano nel cielo, il Lago Santo, dove il bosco si specchia in mille sfumature di rame e d’oro, le Cascate del Dardagna, che risuonano come un battito costante nel cuore della montagna; il Doccione, con la sua cascata incessante, il Lago Pratignano, ormai diventato una torbiera silenziosa, che in autunno sembra sospeso nel tempo, le prese del Cusna, a cercare ancora i rami secchi del ginepro.
Il grande castagno sulla strada di Fellicarolo è ancora lì, con il suo tronco ruvido e la corteccia che racconta del tempo.
Ogni passo in questi luoghi è un ritorno. Ogni foglia che cade mi ricorda che tutto cambia, e che nel cambiamento c’è sempre qualcosa di nuovo che si può accogliere.
Quando rientro a casa porto con me l’odore del muschio, il freddo nelle mani, una pace sottile e qualche frutto del bosco. Fuori gli alberi si preparano al silenzio dell’inverno.
L’autunno toglie loro le foglie e fa spazio a quello che verrà…




















