I giorni del fango

29/05/2026
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29/05/2026 claudiociseria

Sdraiato nel mio capanno dal mattino presto, quando fuori è ancora buio, spero di aver individuato una buona posizione per godermi il privilegio di osservare da vicino alcuni abitanti di queste zone umide, quando la luce inizierà lentamente a comparire.

Cerco sempre luoghi in cui anche l’ambiente ha un ruolo importante, diventando parte della storia e non semplice sfondo: mi piace che possa accompagnare e contestualizzare i soggetti. 

In fondo è anche questo che mi ha colpito tempo fa, quando pubblicai “Gli abitanti del fango”: un mondo sospeso, apparentemente scomodo, fatto di acqua bassa, terra scura e silenzio, che però nasconde una vita continua e sorprendente. Luoghi che agli sguardi dei turisti potrebbero sembrare vuoti, solo sporchi, ma che per chi si ferma ad osservare sanno raccontare di più.

Non ho considerato che molti degli abitanti di queste aree iniziano a muoversi ben prima del sorgere del sole. Servirà tutta la luce che l’obiettivo riesce a raccogliere per poterne immortalare qualcuno e forse potrebbe comunque non bastare. Nell’oscurità, prima ancora che riesca a distinguere le forme, iniziano ad arrivare i primi rumori: piccoli schizzi nell’acqua, richiami lontani, movimenti appena percepibili. Segni di una giornata che sta iniziando mentre io sto attendendo che il sole si faccia vivo all’orizzonte.

Intorno a me il terreno è fangoso, e muoversi qui non è mai semplice. Eppure c’è qualcosa che continua a riportarmi in questi luoghi. Forse proprio quella sensazione di essere un ospite, disteso nel fango, il loro regno, il loro ambiente, il posto dove si alimentano.

L’atmosfera è esattamente quella che stavo cercando: silenziosa, autentica, solitaria.

Sporco, ma felice, sono stati tre giorni stupendi passati in compagnia di queste creature che adoro.

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