La pantana a pesca
È successo tutto in silenzio, come succede sempre quando la Natura decide di fidarsi.
La pantana era lì, concentrata sul suo lavoro, con quella calma attenta che hanno gli uccelli di riva: un passo, una pausa, lo sguardo che misura la sabbia come se leggesse una mappa invisibile. Io mi sono abbassato piano, rasoterra, lasciando che fosse lei a decidere la distanza. Nessun gesto brusco, nessuna fretta: solo respiri lenti e qualche centimetro alla volta.
E lei, sorprendentemente, mi ha concesso l’incredibile. Ha continuato a pescare come se la mia presenza fosse un dettaglio senza importanza. Il becco affonda, fruga, tira: un lampo di precisione, la preda che emerge dalla pozza d’acqua formatasi da un’onda e quell’istante diventa un piccolo miracolo quotidiano.
Questa foto è il risultato di un patto non detto: io che mi faccio piccolo, lei che mi accetta. E per qualche minuto, mi ha regalato un privilegio.
