Con questo nuovo articolo vorrei inaugurare una serie di due o tre articoli ulteriori per spiegare un po’ di still life e tecniche che io ho utilizzato per la realizzazione di alcuni scatti presenti sul mio sito. L’idea è quella di corredare lo scatto di uno schema di illuminazione, dei materiali utilizzati, dei metodi per raggiungere quei risultati e di quello che ho dovuto costruire per raggiungere il risultato voluto.
Fin da quando ho iniziato a fotografare circa 4 anni fa, lo still life è stato parte integrante del mio apprendimento fotografico. Mi ha sempre affascinato un certo tipo di fotografia di prodotto, la possibilità di controllare la luce emessa da monotorce o flash a slitta.
Per quanto possibile, volevo ottenere certi risultati in camera, senza l’ausilio di collage, maschere, doppie, triple quadruple esposizioni.
Tutti gli scatti presenti nella sezione ‘Still’ del sito sono passati in photoshop e lavorati con tecniche tradizionali e poco invasive. Utilizzando quindi gli strumenti base di photoshop quali livelli, curve, saturazione… Il timbro clone è stato usato unicamente per rimuovere la polvere, elemento che non riuscivo a controllare.
Lo still life ha rappresentato per molto tempo la mia unica ragione di ‘vita’ fotografica. Ha richiesto ore di prove, tentativi, test, notti insonni. E tanto disordine. Proprio questo fattore mi ha convinto, in tempi recenti, ad abbandonare il genere. Non ho più un posto dove poter ‘lavorare’ in modo pacifico, senza il terrore di dover sistemare le cose, senza paura di sporcare, senza problemi a lasciare vetri rotti per casa o gli strumenti montati per ritornarci con più calma e con nuove idee.
Generalmente prefiguro lo scatto nella mia testa e poi lo realizzo. Cercando di evolverlo durante la fase di scatto. Spesso quanto è eccezionale in testa, all’atto pratico si trasforma in qualcosa di banale. A quel punto, non resta che trovare strade alternative, provare nuovi percorsi. Spiegherò la cosa meglio quando presenterò i singoli scatti e la loro realizzazione.
Al momento ho deciso di abbandonare completamente la realizzazione di scatti ‘Still’ per dedicarmi ad altro. Ho venduto tutto il materiale che mi permetteva questi scatti; dai flash, al tavolo che per tempo ho utilizzato, agli stativi etc.
Ogni genere fotografico richiede del tempo, il tempo dedicato a questo ha ovviamente tolto tempo ad altro. Ricorda
Una giornata a Viareggio
3 Comments Published novembre 27th, 2009 in Viaggi e giornate dedicate alla fotografiaNel periodo in cui sono andato a Viareggio a fotografare le pittime ed i corrieri, per la verità, più che fare fotografia naturalistica sembrava di essere ad una sfilata di moda lingerie femminile. Almeno una 20ina di fotografi di tutte le marche e di tutte le taglie assembrati intorno a 2 pittime ed un corriere
Più di 60000 euro di attrezzatura in meno di 10mq…
Arrivo al mattino molto presto per la verità, con Michele, Paola e Roberta. Nulla, sulla spiaggia a parte qualche pescatore ed un sacco di schifezze di pittime e altri limicoli nemmeno l’ombra.
Giriamo un po’, io per la verità quasi subito sconfortato, visto che l’amico il giorno prima era tornato con un sacco di catture, almeno una foto volevo portarla a casa.
La giornata promette di essere limpida, calda, soleggiata… Una gran bella giornata. E così sarà perchè poco dopo vediamo in lontananza le prime due piccole pittime.
Cerchiamo così l’avvicinamento, inizialmente molto prudenti, poi quando scopriamo che non sono per nulla infastidite dalla nostra presenza cerchiamo di avere qualcosa di più.
La luce del mattino è calda, limpida, crea sfumature e colori accesi sui nostri piccoli amici. Ho la fortuna di essere posizionato bene non appena il sole sale di quel poco per illuminare tutto bene e riesco, rasoterra e con il 300 2.8is + 1.4x a scattare queste foto:


La giornata prosegue, con spostamenti continui, inseguimenti, perchè se pur molto tranquille le due piccole non stanno certo ferme nello stesso posto. Cercano continuamente cibo ed allora di qua e di là dalla spiaggia per poterle immortalare. Più tardi ho l’occasione di fotografare la pittima come volevo, frontalmente, mi viene quasi incontro. La luce è ancora molto buona:

Spero in un avvicinamento al mare, ma molto probabilmente i pasti più ghiotti sono sulla spiaggia. Abbiamo però la fortuna che si avvicinano, pur restando sempre distanti dall’acqua; l’ottica questa volta però punta direttamente verso il mare e riesco ad ottenere dei buoni sfondi blu che contrastano molto bene col colore della spiaggia e delle pittime:


E’ ormai quasi tarda mattinata, assembramento folle di fotografi, le due pittime ed il corriere fanno avanti-indietro in 10mt di bagnasciuga. Sono ben posizionato ed il 300mm liscio diventa anche troppo lungo da tanto sono vicini. Sono le ultime foto che faccio, ormai sono quasi le 11 anche se la luce resta comunque decente. Sono talmente vicine che non riesco a trattenermi dallo scattare ancora:



Premetto. Frequento ed ho sempre frequentato i forum, il tutto è molto divertente e stimolante… Almeno fino a quando non si conosce nemmeno come usare tempi e diaframmi.
Poi viene la ricerca personale, l’impegno, la costanza. I forum sono il punto di partenza e magari il luogo dove andare a rifugiarsi postando qualche immagine per accrescere il proprio ego. Difficilmente sono i posti dove, arrivati ad un certo punto si può progredire oltre.
Perchè, nonostante le buone intenzioni di forum più o meno nuovi, tutto finisce nel solito commento amichevole per non colpire la sensibilità di nessuno e le sezioni tecniche ben presto si riducono a qualche post di galleria di autore più o meno famoso, ma poche volte, rarissime, a spiegare la tecnica.
Non solo la tecnica fotografica, ma anche e soprattutto quello che sta dietro ad uno scatto di un certo livello e spessore. Un po’ perchè trattare certi argomenti su un forum non è così semplice ed un po’ perchè chi ha raggiunto un certo tipo di conoscenze difficilmente va a sbandierarle… Se non altro per mantenere un certo ‘primato’ di capacità ed un certo livello di distanza da chi si mischia nel gruppo.
Le sezioni di commento spesso sono piene di gente che si conosce più o meno bene e non si vuole urtare la sensibilità di nessuno, sia mai. Magari ci si trova d’accordo su alcune idee, sul modo di vedere certe cose ed allora automaticamente la fotografia passa in secondo piano e subentra l’amicizia, lo scambio di favori e talvolta (purtroppo) l’ipocrisia.
Tutto ciò visto da fuori è piuttosto deprimente. E’ deprimente su lampanti evidenze vedere come queste possano essere messe in secondo piano, perchè sotto c’è un’amicizia. E’, per me, il modo peggiore di far progredire ‘un’amicizia fotografica’.
Le altre sezioni invece sono una ruota dove ad un lasso di tempo da definire vengono sempre riproposte le stesse domande alle quali vengono date le solite risposte. Addirittura in molti casi gli utenti di un forum sono anche utenti di altri due o tre forum, quindi il tutto diventa una copia speculare di quello che è già stato o che è in quel momento (infatti capita sovente di trovare la stessa domanda posta su forum diversi dallo stesso utente che cerca sicurezza alle sue richieste).
Il grado di interesse di un forum, potrebbe essere paragonabile ad una parabola che sale e poi riscende per stabilizzarsi quasi a 0 dopo un certo periodo. A quel punto un forum diventa buono per vendere, comprare due o tre cose da utenti magari con molti messaggi e probabilmente affidabili etc… Il resto apparizioni sporadiche di qualcosa di interessante, circondato da un’infinità di enormi baggianate e richieste talvolta tanto stupide ed assurde da chiedersi se non sarebbe il caso di bannare l’utente di turno e magari internarlo in un carcere di massima sicurezza a vita.
Non sono certo contrario ai forum, solo vanno presi con moderazione e soprattutto con uno spirito di intrattenimento e come una bella chiacchierata da bar tra amici. Spesso capita di vedere persone che alimentate da qualche successo o bel commento accrescono inverosimilmente la loro autostima, proclamandosi addirittura tra i grandi. Alcuni fanno addirittura il passo o sognano il professionismo, perchè tanto sul forum hanno vinto la ‘foto della settimana’. Niente di che, è bello pensare che per così poco ci siano persone in grado di sognare così tanto.
Stupendo, davvero
Voglio iniziare con un articolo che affronta forse uno degli aspetti più difficili da spiegare:
perchè la fotografia e perchè (io) fotografo.
Penso vi siano svariate ragioni in ognuno di noi. Personalmente fotografo perchè la cosa mi da piacere. E basta. Non lo vedo come una forma d’espressione di chissà quale sentimento o chissà quale emozione. Fotografo perchè mi da piacere vedere un’immagine, immortalarla e vederla poi stampata su carta. Fotografo perchè in quel momento c’è davanti a me qualcosa che vale la pena di fermare. Non ci sono fini psicologici o filosofici o poetici. Tantomeno artistici, se fossi un artista probabilmente non starei chiuso in un ufficio otto ore al giorno. Farei l’artista. Vivrei d’arte.
Fotografo perchè l’immagine mi piace, le immagini mi piacciono. Mi è sempre piaciuto guardare immagini, vedere le foto di altri fotografi. Se così non fosse, uscirei di casa senza la macchina fotografica, oppure uscirei senza meta alcuna. Ma non è così. Spesso se non sempre se esco è perchè sto cercando qualcosa e difficilmente sto cercando emozioni. Sto cercando un’immagine.
Spesso leggo nelle biografie dei siti fotografici che incontro che si vogliono trasmettere emozioni, ma quelle emozioni non traspaiono e nemmeno sono lontanamente percettibili. Addirittura a volte sono in siti pieni di foto a motociclette, auto, cavalli da corsa.
Emozionare chi? Sono convinto di una frase che mia moglie mi ripete… “per te viene prima la fotografia del bel paesaggio o del pennuto di turno”. “Quello che a te interessa è l’immagine e non vivere quell’emozione, perchè non te la godi, tutto impegnato a calcolare esposizioni, mettere filtri, toglierli, provare, sperimentare”. “Catturi un’immagine, non puoi catturare un’emozione, perchè quell’emozione senza una macchina fotografica in quel momento, probabilmente sarebbe completamente diversa”.
Credo che abbia ragione. Io non catturo emozioni e non posso e non credo che un fotografo nel momento fatidico stia catturando emozioni. Semplicemente in quel momento, nel momento in cui scatta, un fotografo coglie un’immagine, schizza di adrenalina per quello che vede nel mirino, perchè quella è una bella immagine, ma non si gode quella situazione. Come si può godere di un’emozione con 10Kg di roba addosso, un treppiede, un occhio in un mirino ed una mano sullo scatto remoto? Magari con un obiettivo montato che rappresenta tutt’altro quello che avremmo visto ad occhio nudo?
Secondo me cerchiamo un’immagine, una bella immagine prima di tutto. Mi pare un luogo comune dire che si vuole trasmettere l’emozione di quel momento. Mi sembra di più rifugiarsi dietro qualcosa, per non ammettere che molto probabilmente quella mattina alle 4.00 la nostra sveglia ha suonato perchè l’unico scopo era andare ad ottenere un’immagine. Per vivere emozioni non serve una fotocamera e tantomeno far fatica con uno zaino pesante dietro le spalle. Fotografiamo (fotografo) per il piacere di farlo, perchè siamo esteti, non cacciatori di emozioni. Se lo fossimo le nostre uniche armi sarebbero i nostri occhi. Se fossimo cacciatori di emozioni probabilmente anche il paesaggio che abbiamo cercato di raggiungere senza trovare la giusta luce o l’appostamento che abbiamo fatto senza vedere un soggetto ci donerebbe emozioni. Così non è, o almeno non nella misura che proviamo tornando a casa con uno scatto che ci soddisfa.
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